Bonus ristrutturazione per lavori interni: il dettaglio delle spese ammesse che pochi sfruttano

Le spese interne detraibili al 50% includono spostamento di tramezzi, rifacimento di impianti, isolamento dall’interno, porte blindate e sistemi anti-intrusione, oltre a progettazione, pratiche edilizie, smaltimenti e IVA. Valgono se rientrano nella manutenzione straordinaria e se pagate con bonifico parlante, entro il tetto per unità immobiliare previsto dalla normativa vigente.
Lavori interni che rientrano senza dubbi
Demolizione e ricostruzione di pareti non portanti, con eventuale spostamento di porte interne.
Rifacimento completo di impianti elettrico, idrico-sanitario e termico, con adeguamento alle norme e rilascio di dichiarazioni di conformità.
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Interventi di isolamento dall’interno: contropareti in cartongesso isolante, cappotto interno, coibentazione del soffitto o del solaio verso vano non riscaldato.
Sostituzione degli infissi esterni (finestre e portefinestre) con modelli più performanti, anche con cambio materiale e vetro.
Realizzazione o modifica dei servizi igienici, se comportano rifacimento reti e scarichi.
Installazione di porta blindata, grate e persiane di sicurezza, allarmi e sensori: rientrano come prevenzione atti illeciti.
VMC e impianti di ventilazione: ammessi quando inseriti in un intervento impiantistico complessivo.
Spese tecniche e accessorie spesso dimenticate
Progettazione architettonica e impiantistica, direzione lavori, coordinamento sicurezza, rilievi e computi metrici: detraibili.
Pratiche edilizie (CILA/SCIA), eventuale comunicazione ASL, diritti e bolli per i titoli abilitativi.
Certificazioni, collaudi, prove e verifiche (per impianti e opere strutturali non portanti interne).
Noleggi e ponteggi interni, trasporto e smaltimento dei materiali di risulta, conferimenti in discarica.
IVA e oneri accessori in fattura.
Se l’intervento è in condominio, valgono anche le quote per parti comuni proporzionate ai millesimi (per esempio montanti impiantistici).
Finiture: quando sono ammesse
Nuovi pavimenti, rivestimenti, tinteggiature e porte interne sono detraibili se collegati in modo funzionale a un’opera di manutenzione straordinaria (per esempio dopo rifacimento impianti o modifica degli spazi). La sola sostituzione “cosmetica” senza lavori tecnici è ordinaria manutenzione su singola unità e non dà diritto alla detrazione.
Barriere architettoniche e sicurezza
Allargamento porte, posa di corrimano e maniglioni, adeguamento del bagno per accessibilità, piattaforme interne di sollevamento: ammessi nel 50% se ricadono nella straordinaria. In presenza dei requisiti specifici, si valuta l’agevolazione dedicata alle barriere con aliquota distinta.
Sistemi anti-intrusione, videocitofoni, serrature di sicurezza e grate: sono spese ammesse e poco sfruttate, spesso decisive per migliorare la classe di rischio domestico.
Domotica e impianti smart
Predisposizioni per smart home (canaline, quadri, cablaggi), termostati intelligenti collegati al nuovo impianto, sensori di perdita acqua e gas: rientrano se parte del rifacimento impiantistico. La building automation può ottenere anche altre agevolazioni specifiche, ma l’inquadramento nel 50% resta una via semplice quando i dispositivi sono integrati nei lavori.
Come pagare e quali prove conservare
Bonifico bancario o postale “parlante” con causale della detrazione, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore. Niente contanti o carte.
Conservare: fatture, bonifici, titolo edilizio (CILA/SCIA se dovuto), eventuale comunicazione ASL, asseverazioni e dichiarazioni di conformità impianti.
Le rate si detrarcono in dieci quote annuali uguali. Il plafond di spesa si riferisce alla singola unità immobiliare e si somma in caso di più proprietari pro-quota.
Bonus mobili collegato
Dopo l’avvio dei lavori agevolati, è possibile detrarre arredi ed elettrodomestici nuovi entro il tetto annuale previsto dalla norma. Vale per cucine, armadi, letti, illuminazione e grandi elettrodomestici con classi minime richieste. Le spese vanno pagate con metodi tracciabili e documentate con scontrini parlanti o fatture.
Errori comuni da evitare
Limitarsi alle finiture senza un intervento tecnico principale.
Fatture non intestate al beneficiario o pagamenti non tracciati.
Mancata pratica edilizia dove necessaria: la detrazione salta.
Confondere lo smaltimento macerie (ammesso) con il trasloco domestico (non ammesso).
Dimenticare spese tecniche e oneri: spesso valgono migliaia di euro di detrazione “nascosta”.
La mia esperienza sul campo
Nei miei due bilocali ho massimizzato il plafond puntando sui lavori impiantistici e sull’isolamento interno. Ho accorpato il rifacimento del bagno allo spostamento di un tramezzo: così pavimenti e rivestimenti sono rientrati. Ho sempre chiesto computo metrico e cronoprogramma: utili per legare acconti e SAL ai bonifici parlanti. Il tecnico mi ha suggerito di inserire nel contratto anche smaltimenti e pratiche: detrazione piena e niente sorprese.
Riferimenti e verifiche
La cornice è quella prevista da Art. 16-bis TUIR. Le istruzioni operative e gli elenchi di spese ammesse sono riepilogati dalle guide e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Prima di iniziare, fate validare l’inquadramento degli interventi dal tecnico abilitato e verificate le scadenze vigenti: le aliquote e i tetti possono variare per anno fiscale.


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