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Quando serve il parere dei Vigili del Fuoco in ristrutturazione? Il caso tipico sottovalutato

📅 16 Agosto 2026✍️ di Martino Ricci⏱️ 4 min di lettura

Serve il parere dei Vigili del Fuoco quando la ristrutturazione riguarda un’attività soggetta al D.P.R. 151/2011 e modifica compartimentazioni, vie di esodo, carico d’incendio o impianti di sicurezza. Per le categorie B e C la valutazione del progetto è obbligatoria prima dei lavori. Il caso più sottovalutato? Le autorimesse condominiali oltre 300 mq toccate da opere “minori”.

Che cos’è il parere dei Vigili del Fuoco

È la “valutazione del progetto” antincendio. Un tecnico abilitato redige il progetto e lo invia ai Vigili del Fuoco. L’ufficio verifica la conformità alle regole tecniche e rilascia un esito con eventuali prescrizioni.

Dopo i lavori, si presenta la SCIA antincendio con asseverazione. Seguiranno controlli a campione o programmati, in base alla categoria. Il tutto nel quadro del Codice di prevenzione incendi.

Quando è obbligatorio

Scatta se l’immobile rientra nelle attività elencate dal D.P.R. 151/2011 e l’intervento incide sui parametri di sicurezza. Per le attività:

  • Categoria A: niente parere obbligatorio sul progetto; si presenta SCIA a fine lavori.
  • Categoria B e C: parere obbligatorio prima di iniziare.

Esempi che fanno scattare l’obbligo in ristrutturazione:

  • Autorimesse condominiali superiori a 300 mq.
  • Centrali termiche a combustibile con potenza nominale maggiore di 116 kW.
  • Attività ricettive oltre 25 posti letto.
  • Scuole con oltre 100 persone presenti.
  • Depositi di gas o liquidi infiammabili oltre soglie di legge.

Se l’intervento non altera sicurezza (es. finiture interne di un appartamento singolo), l’obbligo non c’è. Ma basta spostare un varco su una scala condominiale protetta o forare una parete REI e tutto cambia.

Il caso tipico sottovalutato: l’autorimessa condominiale

È il punto cieco di molte ristrutturazioni. Si rifà un piano terra, si aprono vani verso i box, si realizza un passaggio cantina-autorimessa, si cambiano basculanti, si porta il cavo per una wallbox. “Piccole” opere che però modificano aerazione, compartimentazione e rischio incendio.

Se l’autorimessa supera 300 mq è attività soggetta. In questo caso, sono normalmente da valutare con i Vigili del Fuoco questi interventi:

  • Nuove aperture o chiusure tra box, cantine, locali tecnici e vani scala.
  • Sostituzione di portoni/basculanti con modelli non certificati o senza autochiusura.
  • Inserimento di canalizzazioni, cavidotti, tubazioni gas attraverso pareti o solai REI.
  • Installazione di colonnine di ricarica veicoli elettrici in autorimessa.
  • Modifiche a impianti di illuminazione di sicurezza, evacuazione fumi, rilevazione, idranti.
  • Cambi a rampe, corsie o numero di veicoli stanziali.

Il box singolo privato sotto soglia, isolato e senza opere che alterino elementi comuni, di norma non richiede iter antincendio. Ma deve rispettare aerazione, resistenza al fuoco, materiali e prescrizioni locali.

Come muoversi: iter e tempistiche

1) Verifica se l’immobile rientra nel D.P.R. 151/2011. Guarda autorimesse, centrali termiche, depositi, attività ricettive. Chiedi al condominio documenti esistenti (SCIA/CPI, planimetrie, verbali VVF).

2) Incarica un professionista antincendio iscritto negli elenchi ministeriali. Farà sopralluogo, rilievo, analisi delle vie di esodo e delle resistenze al fuoco, verificherà impianti e carichi d’incendio.

3) Per categorie B e C, presenta la valutazione del progetto ai VVF prima dei lavori. L’esito arriva in genere entro 60 giorni.

4) Esegui i lavori secondo progetto e prescrizioni. Conserva certificazioni materiali, Dichiarazioni di Conformità impianti e relazioni dei produttori.

5) Presenta SCIA antincendio con asseverazione e allegati. I VVF potranno programmare sopralluogo e rilasciare verbale o CPI, a seconda dei casi.

Costi, tempi e responsabilità

Diritti ai VVF: variabili per categoria e dimensione (centinaia di euro). Progetto antincendio: da 800 a diverse migliaia, in base alla complessità. Tempi: 60 giorni per la valutazione progetto; i lavori dipendono dal cantiere; SCIA e controlli seguono a ruota.

Chi firma si assume responsabilità penali e civili. Interventi senza parere o SCIA, se dovuti, espongono a sanzioni, sospensione dell’attività e problemi assicurativi. In condominio, le responsabilità sono in capo all’amministratore e al proprietario che ha eseguito le opere.

Segnali d’allarme da non ignorare

  • Apri un varco su una parete che separa box/cantine da vano scala?
  • Cambi serramenti su percorsi di esodo comuni?
  • Spostamenti o aggiunte di impianti in locali tecnici o autorimesse?
  • Installi wallbox o quadri elettrici in garage?
  • Rifai la centrale termica o aumenti la potenza della caldaia oltre 116 kW?

Se hai risposto sì a una di queste, ferma il cantiere e chiama un tecnico antincendio. Prevenire è più rapido che sanare.

La mia lezione sul campo

Nel primo bilocale ho “ereditato” un basculante non certificato: nessuno lo notò finché non portai un nuovo cavidotto per la cantina. Il tecnico antincendio fermò tutto: la parete era REI, il basculante no. Due settimane di ritardo, 1.200 euro in più, ma autorimessa a norma e SCIA aggiornata.

Nel secondo, l’amministratore aveva già una SCIA per l’autorimessa. Con un accesso agli atti e un sopralluogo mirato ho evitato fori inutili e scelto una porta certificata. Lavori filati e zero sorprese.

Morale: in condominio, l’antincendio non è un orpello. È la mappa che ti fa arrivare in fondo senza costi imprevisti.

Martino Ricci

Martino ha acquistato e ristrutturato due bilocali negli ultimi anni, imparando a destreggiarsi tra preventivi, permessi e bonus fiscali. Oggi condivide strategie pratiche per chi, come lui, sogna di recuperare spazi e valore dagli immobili.