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Quali spese di arredamento sono detraibili dopo la ristrutturazione? La voce spesso trascurata

📅 16 Agosto 2026✍️ di Chiara Bellato⏱️ 3 min di lettura

Sì: dopo una ristrutturazione che dà diritto al bonus, puoi detrarre il 50% dell’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegati ai lavori, inclusi trasporto e montaggio, entro il tetto annuale previsto dal Bonus mobili.

Requisiti essenziali (da verificare prima di comprare)

Il diritto alla detrazione nasce solo se rispetti queste condizioni:

  • Lavori agevolati: interventi di manutenzione straordinaria, restauro/risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sull’unità o su parti comuni.
  • Data certa: gli acquisti devono essere successivi alla data di inizio lavori.
  • Tetto di spesa: limite annuale riferito all’immobile (e pertinenze). Oltre il tetto, niente detrazione sull’eccedenza.
  • Aliquota: detrazione del 50% in 10 rate annuali di pari importo.
  • Pagamenti tracciabili: carte, bancomat, bonifico (non serve quello “parlante”). Niente contanti.

Nota pratica: il tetto può variare per anno di acquisto. Verifica sempre gli importi aggiornati sulla guida dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa rientra davvero (e la voce spesso trascurata)

L’errore più comune? Limitarsi a divani e armadi. In realtà, tra le spese ammesse spicca una voce spesso dimenticata: trasporto e montaggio dei beni agevolati, che concorrono al tetto e si detrarrebbero al 50%.

Mobili ammessi

  • Letti, armadi, cassettiere, comodini, librerie, scrivanie, tavoli e sedie.
  • Divani, poltrone, credenze, mobili bagno (se arredi, non sanitari).
  • Materassi e apparecchi di illuminazione (lampade, plafoniere, faretti, lampadari).

Grandi elettrodomestici ammessi

  • Frigoriferi e congelatori.
  • Lavatrici, asciugatrici, lavasciuga.
  • Lavastoviglie, forni, piani cottura elettrici.

Devono rispettare le classi energetiche minime richieste dalla normativa vigente al momento dell’acquisto (verifica l’etichetta e la scheda prodotto).

Cosa resta fuori

  • Opere edilizie: porte, pavimenti, infissi, caldaie, condizionatori, termosifoni (rientrano in altri bonus, non nel mobili).
  • Complementi: tende, tendaggi tecnici, tappeti, oggetti decorativi.
  • Elettrodomestici “piccoli”: aspirapolvere, frullatori, fornetti portatili, ferri da stiro.
  • Usato: beni acquistati di seconda mano non sono agevolati.

Tabella rapida: detraibile o no

Voce di spesa Detraibile 50% Note essenziali
Letti, armadi, divani Arredi nuovi collegati ai lavori
Lampade e lampadari Spesso trascurati: contano come mobili
Frigo, lavatrice, forno Rispetto classi minime e scheda tecnica
Trasporto e montaggio Includili in fattura: concorrono al tetto
Porte, infissi, pavimenti No Non sono arredi; altri bonus possibili
Tende e tappeti No Complementi non ammessi

Come pagare senza intoppi

  • Carta o bonifico: va bene anche il bonifico ordinario. Conserva la ricevuta del pagamento.
  • Fattura/scontrino “parlante”: indicazione di natura, qualità e quantità dei beni.
  • Ordine cronologico: pagamento successivo alla data inizio lavori.

Documenti da conservare

  • Fatture o scontrini con descrizione dei beni.
  • Prova del pagamento tracciabile (ricevute POS, movimenti carta/bonifico).
  • Documentazione lavori: titolo edilizio/asseverazioni dove richieste; data di inizio lavori.
  • Schede tecniche ed etichette energetiche per gli elettrodomestici.

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1: sotto il tetto

Spesa: 3.800 € mobili + 250 € trasporto/montaggio = 4.050 € totali.

  • Detrazione: 50% di 4.050 € = 2.025 €.
  • Recupero: 202,50 € all’anno per 10 anni.

Esempio 2: oltre il tetto

Spesa: 6.000 € totali. Tetto annuale: 5.000 €.

  • Detrazione: 50% di 5.000 € = 2.500 € (l’eccedenza di 1.000 € non si detrae).

Errori comuni da evitare

  • Comprare prima dell’avvio lavori: fa perdere il diritto.
  • Dimenticare trasporto e montaggio: detraibili, ma vanno in fattura e nel tetto.
  • Pagare in contanti: spesa non valida.
  • Classi energetiche ignorate: per i grandi elettrodomestici servono i requisiti minimi.
  • Confondere bonus: tende/infissi non sono bonus mobili.

La mia esperienza in cantiere

Nel riordino del mio appartamento “G”, correndo tra preventivi e pratiche dell’Ecobonus, ho capito che la differenza la fanno i dettagli. Inserendo corpi illuminanti e montaggio nel carrello e facendoli comparire in fattura, ho recuperato una quota che inizialmente davo per persa. E ho verificato tutto sulla guida dell’Agenzia delle Entrate.

In sintesi:

  • Detraibili: mobili nuovi, grandi elettrodomestici ammessi, trasporto e montaggio.
  • Non detraibili: porte, infissi, pavimenti, tende, piccoli elettrodomestici.
  • Chiave: acquisti dopo l’inizio lavori, pagamenti tracciabili, tetto annuale per immobile, 50% in 10 anni.

Cosa fare ora

  1. Verifica il tipo di lavori e la data di inizio.
  2. Definisci il budget sul tetto disponibile.
  3. Controlla classi energetiche e fai mettere trasporto/montaggio in fattura.
  4. Paga in modo tracciabile e archivia tutti i documenti.

Chiara Bellato

Chiara ha vissuto sulla propria pelle la ristrutturazione di un appartamento in classe energetica G, affrontando la burocrazia per ottenere l’Ecobonus. Si è formata leggendo guide e confrontandosi con tecnici, decidendo di raccontare il suo percorso online.